06/12/14

Essere donne in Giappone

Il Giappone, diciamocelo, non è il Paese migliore del mondo per le donne. Giusto per stroncare sul nascere eventuali commenti superflui, è ovvio che nemmeno l'Italia lo sia. Lungi da me l'intenzione di snocciolarvi dati statistici, vorrei parlare della mia percezione a riguardo e di alcune conclusioni a cui sono giunta tramite esperienza diretta.

Arashiyama, yukata



Nonomiya shrine
Poco tempo fa Acalia ha scritto un efficace post sulle molestie che le donne ricevono quotidianamente, e a un primo, superficiale sguardo, la situazione giapponese è sensibilmente migliore. La sicurezza, non a torto, è uno dei grandi vanti della nazione. Mi sono capitati un paio di incontri spiacevoli e non è un segreto che sui treni affollati spesso i cosiddetti 痴漢 chikan, pervertiti, approfittino della situazione per allungare le mani, ma solitamente mi sento sicura a tornare a casa a piedi la notte, i "richiami" per strada sono molto rari e se voglio andare a ballare da sola posso farlo senza subire attenzioni insistenti e indesiderate. Più che forme di rispetto, queste, sono il risultato di una sorta di riservatezza congenita, che rende gli approcci diretti con sconosciuti una rarità.


Tutto molto bello, quindi? No, non proprio. Oltre a esempi e illustrazioni sui libri di testo che mostrano ancora le donne che portano il caffé agli uomini seduti in riunione, per dirne una, i problemi veri emergono quando la comprensione della lingua e della cultura aumentano.


Donne e gyudon
Iniziamo con un'assurdità bella e buona, da Alto Medioevo. Chi è stato in Giappone conoscerà Sukiya, Matsuya e le varie catene che servono gyudon (riso con carne di manzo), nelle quali si pranza in poco tempo e con pochi yen. Ecco, in quei ristoranti non ci si aspetta di vedere una donna, soprattutto giovane, da sola. Ho provato a investigare sulle cause, ma come capita tante volte "è così e basta". Incuriosita ho provato a cercare maggiori informazioni su internet, e l'unica risposta è che "ci sono molti uomini", o addirittura "è territorio maschile". In pratica, non si fa perché nessuno lo fa. Questo genere di cose, in questo Paese, mi fanno venire voglia di sbattere la testa fortissimo contro al muro, ma all'atto pratico mi limito a pranzare dove voglio, quando voglio, anche da Sukiya da sola, perché il gyudon mi piace, costa poco, e... ma c'è DAVVERO bisogno di un perché?



wedding in JapanSul matrimonio
La pressione sociale per il matrimonio, in Giappone, è ancora molto forte. Nonostante un po' alla volta i giovani e le giovani stiano iniziando a dare la priorità alla carriera, sono ancora tantissime le ragazze che aspirano a trovare marito e, subito dopo, lasciare il lavoro. Il tutto prima della data di scadenza, i fatidici 30 anni. Qualche mese fa ho avuto una conversazione con una ragazza di 24 anni che si lamentava perché non c'era nessuno che le piacesse, e lei invece voleva sposarsi prima di diventare una obachan (zia, donna di mezza età, ovvero nella sua visione una trentenne), e ricordo la malinconia che mi lasciò quello scambio, la superficialità di una giovane donna per cui quella è la cosa che bisogna fare, e basta.

Sul lavoro
Questo è per me il tasto più dolente. Avevo detto che c'era un'ulteriore ragione, oltre alla stanchezza, che mi aveva fatto passare la voglia di lavorare all'izakaya, e la ragione è il proprietario. Questo tizio, che è anche uno dei capi dell'ufficio di custodia bagagli, ha iniziato fin da subito a fare battute proponendosi come mio papi giapponese, a chiedere insistentemente perché non avessi il ragazzo, "eppure sei carina, e poi hai già 28 anni!", che a me suona come "dato che puoi permettertelo piglia il primo che passa, meglio se giapponese, così ti becchi pure il visto". Queste battute mi toccano inevitabilmente ogni settimana, a volte nella variante "perché non sposi Kobayashi-kun?" (il mio collega, presente in quel momento), a volte come semplici osservazioni sul mio aspetto come se io non fossi lì ("è carina Elena eh?" "eh sì, è proprio bella"), facendomi sentire oggettificata e umiliata.

 tenryuji, yukata

Essendomi stato presentato da Tomoko come "una persona che scherza sempre" ho iniziato a essere piena di dubbi. Fino a che punto, in Giappone, questo tipo di atteggiamento è diffuso e tollerato? E a che punto è diffuso e tollerato in Italia? Ho cercato di esplorare le differenze di mentalità e cultura che portano me, femminista e cresciuta in una città tradizionalmente di sinistra, a sentirmi offesa da un modo di porsi che molti vedono come del tutto lecito e innocente. C'è sempre tanta, troppa gente che non capisce perché, anche se magari il contesto non è quello più adatto, non debba sentirmi lusingata per degli apprezzamenti sul mio aspetto fisico.
Purtroppo c'è molta reticenza in Giappone nello sviscerare problemi sociali, e nonostante faccia del mio meglio per non infrangere regole non scritte, voglio comprendere come funzionano le cose per capire se davvero voglio vivere qui ancora per un po', e allo stesso tempo non ho intenzione di rispettare ridicole discriminazioni che non mi vorrebbero a pranzare da sola in una catena di ristoranti economici, perché non c'è proprio nulla di culturale in questo.

Ne è uscito un post lungo e per nulla esaustivo, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, com'è ai vostri occhi la situazione in Italia o in altre nazioni di cui abbiate esperienza, e ovviamente l'idea che avete riguardo al Giappone.

23 commenti:

  1. Allora...come ho scritto nel mio penultimo post per vivere in Giappone secondo me un Italiano deve avere un atteggiamento da esule, cioè rimanere occidentale ed italiano dentro i propri confini, che sono la casa ed il proprio io ;) ... e per il resto godendo le diversità e le bellezze e tutta la positività di quest bel paese del sol levante non scordarsi mai che giapponese si nasce e no ci si diventa...
    Riguardo la condizione femminile ricordati sempre che la mia Yumi (giapponese fuori dagli schemi )per sposarmi ha aspettato di avere 35 anni...così anche un Gaijin poteva andar bene ;) ... e pur lamentandosi di tutto ciò che non va in Italia nel Belpaese ci sta benone...pensa che girando col Japan Rail Pass ed avendo me al suo fianco in Giappone ogni tanto fa pure finta di non essere Giapponese...così fa come le pare ;) ... ho scritto in modo un po' sconclusionato, ma è l'impeto...come sai faccio il tifo per te !!! a presto

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    1. PS quella foto con le ragazze di di spalle me la ricordo ;) ... domani esce sul diario di viaggiappone la giornata passata assieme ... :D

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    2. Hai proprio ragione, forse quella e` l'unica maniera per conservare un po' di equilibrio mentale e godersi le cose belle di questo paese senza farsi annientare da quelle diverse e difficili da accettare.
      E` vero, Yumiko sembra essere riuscita al meglio a prendere quello che c'e` di positivo nella vita in Italia e ha trovato la sua dimensione, per fortuna. Anche se forse la situazione disagiata per le donne e` uno degli aspetti che accomuna i due paesi, per tante altre cose diversissimi.
      Ti ringrazio tanto per il supporto continuo, a presto!

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  2. Quella del Gyudon proprio non la sapevo!!! Io adoro il gyudon e come te me ne fregherei altamente, tanto sei una gaijin e quindi secondo me alcune cose ci vengono "perdonate" proprio per questo ;)
    Per il resto avevo già letto di queste situazioni e capisco che non ci sia un mondo ideale. Io ho 40 anni, sono single, non sono bruttissima e anche a me ogni tanto fanno questi commenti. Credo che tutto dipenda da come li fanno, ogni quanto. Certo che se è il tuo capo che ogni giorno li fa, alla lunga diventa pesante....
    Però io di solito tendo a farmeli scivolare addosso.... ma non vivo in un paese straniero, lontano da casa, dove inevitabilmente tutto si amplifica.
    Io credo che ognuno dovrebbe fare solo quello che si sente, se a te la situazione dava fastidio hai fatto bene a lasciare stare. Magari è solo un tipo un po' pesante, come ce ne sono in ogni angolo del mondo, che avendo una posizione di rilievo (mi pare di aver capito che sia proprietario di mezzo quartiere) non ha nessuno che lo mandi a quel paese! XD
    A me i vecchietti (70/80 anni) fanno spesso la "corte": alcuni si capisce chiaramente che scherzano ed è anche piacevole, altri diventano pesanti e allora da fastidio, ma essendo clienti si abbozza....però è un'arte che si impara con gli anni.... ^^'

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    1. Ma infatti penso continuero` molto serenamente a mangiare dove e quando voglio, a quanto pare ha a che fare col "vergognarsi" di fare cose che la maggior parte della gente non fa, ma dato che per me non c'e` proprio nulla di vergognoso, problema risolto!
      Anche io cercavo all'inizio di non farci caso, magari di fare un sorrisino di circostanza e lasciar passare, ma e` davvero una cosa continua, non solo il capo ma anche i proprietari dei negozi vicini che ogni tanto vengono qui a fare due chiacchiere...
      Infatti, la gente che pensa di poter comprare tutto coi soldi e di essere simpatica poi si prende troppe liberta`, peccato che la mia parte italiana poi venga fuori e il rischio di essere mandato a quel paese c'e`!
      Il problema secondo me e` proprio che ci insegnano a essere gentili anche in questi casi, coi vecchietti ormai e` impossibile cambiare la mentalita`, ma gli uomini dovrebbero capire che non e` mai piacevole ricevere attenzioni indesiderate.

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  3. Hey! Appena ho visto questo post l'ho subito letto perché pur non essendo femminista, mi immaginavo che in Giappone esistesse un certo tipo di situazione e quindi ero molto interessata a capire - come te- come funzionasse la cosa partendo dal punto di vista di una persona che sta muovendo lì i suoi passi.
    Ed effettivamente questo conferma come sempre le contraddizioni di una società che forse ha affrontato troppo frettolosamente il passaggio fra medioevo e modernità e che quindi ne soffre ancora il gap ed i disagi sociali.

    In Italia come va? In Italia io credo che le donne abbiano una profonda libertà personale nonostante spesso si inneggi alla situazione opposta, soprattutto se si fa il confronto con altre situazioni sociali, come tu stessa qui hai fatto.
    La discriminazione è un fatto cronico di alcuni individui e spesso molte donne non fanno altro che assecondarlo, quindi se a livello sociale la donna qui può permettersi di tutto, a livello di società soprattutto nelle situazioni di maggiore ignoranza vigono ancora delle regole di Neanderthal cui le donne si sottopongono e credimi non fanno assolutamente nulla per combattere ma non perché non ne avrebbero la possibilità, ma perché sono orgogliose di essere donne 'a quel modo'.
    Il fatto è che il femminismo qui si si basa sul binomio e opposizione femmina/maschio per molti individui, quando invece non dovrebbe essere così ._.
    Almeno secondo me.

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    1. La mia percezione qui e` di una situazione profondamente ineguale, ma in realta` neppure in Italia mi sento trattata alla pari, le donne sono ancora troppo spesso giudicate secondo parametri diversi da quelli utilizzati per gli uomini, e anche da noi la percentuale di donne che lavorano e` nettamente inferiore, cosi` come gli stipendi che percepiscono.
      Il problema, come dici giustamente tu, e` che molte donne nate all'interno di un certo tipo di ambiente ne assumono naturalmente la mentalita`, e portano avanti loro stesse la discriminazione.
      Sarebbe un gran passo avanti se si capisse che il femminismo non e` in alcun modo odio verso gli uomini, ne` un voler dare a loro la colpa di tutto. Loro stessi sono molte volte messi in difficolta` da una societa` che li vuole sempre forti, che non ammette che mostrino debolezza.
      Credo che ci sia ancora tanto da fare putroppo, e ci vorranno ancora molti molti anni per arrivare a una situazione accettabile.

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  4. Io nell'ultimo anno ho sviluppato un'allergia alla parola "femminismo": non per quello a cui inneggiavano le suffragette, che ho stimato sin da piccola, quando ho scoperto chi erano e cosa avevano fatto, ma per gli atteggiamenti a volte quasi psicotici che sta assumendo la società moderna al riguardo.

    Che esitano ancora maschilisti è vero, così come che la cosa del gyudon è stupidissima. Purtroppo però ormai in molti casi, in Italia e non, si cerca di far passare il messaggio che il femminismo non è la libertà per una persona con la vagina di fare QUELLO CHE LE PARE, che sia lavorare, sposarsi, viaggiare (secondo me nessuna di queste cose è superiore alle altre in sé, l'importante è quello che ognuno diversa per se stesso) ma doversi comportare secondo un certo modo di fare approvato dalle femministe, sennò vergognati. Molte orgogliose femministe moderne in pratica sono solo delle arroganti prepotenti che vorrebbero imporre i loro gusti e preferenze nello stile di vita a tutte coloro che ne convidivono il sesso, e a me questa cosa fa infuriare.

    Io faccio quello che voglio quando voglio: mi piacciono i complimenti, non ho intenzione di sposarmi a meno di non trovare qualcuno per cui davvero ma davvero perderò la testa e solitamente a cercare di dirmi come dovrei vivere la mia vita sono più che altro le femministe moderne, soprattutto tramite Internet X'D

    In Italia purtroppo abbiamo un casino di problemi, tra cui il numero di violenze e la violenza in generale, ma il maschilismo fortunatamente non è tra quelli che riscontro nella vita di ogni giorno.

    Riguardo al Giappone, fai bene a fregartene di cose come quella della catena di ristoranti e posso capire che la situazione col capo alla lunga sia diventata pesante: non posso sapere con quali intenzioni "scherzasse" così, ma da come lo racconti sembra che davvero abbia esagerato. Io personalmente non ritengo i complimenti maschilisti (anche perché pure le femmine li fanno ai maschi, e quello mi pare non sia considerato sbagliato da nessuno o sbaglio?) ma capisco che in quel contesto cambiasse il modo in cui venivano percepiti e ti abbia dato anche molto fastidio.
    Mi spiace per la storia dei 30=data di scadenza: è uno di quegli aspetti molto medievali che mi fanno - appunto - dispiacere per le persone che ci credono, ma oltre a far notare quanto siano delle sciocchezze la cosa migliore secondo me è fregarsene e andare avanti!

    Spero che per il resto la tua vita là stia andando benone e che tu ti goda la vita e ciò che fai più che puoi :)

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    1. Leggendo spesso i contenuti e i commenti delle pagine femministe su Facebook capisco benissimo quello di cui parli. Credo che parte del femminismo stia prendendo una deriva pericolosa, che allontana molte donne. Quello che penso io e` che ogni donna dovrebbe essere libera di trovare la felicita` nel modo che piu` fa per lei, e che la societa` dovrebbe appoggiarla in ogni caso. Credo che se una donna decide di avere famiglia dovrebbe essere aiutata a mantenere il suo lavoro, se lo vuole, ed essere messa nella posizione di conciliare le due cose, e non obbligata a lasciare l'impiego nel momento in cui si scopre incinta. Cosi` come credo che una donna che non ha interesse a sposarsi e fare figli non dovrebbe essere considerata "snaturata" o "donna a meta`".
      Ci sarebbe davvero tanto da dire a riguardo, e trovo triste che ci si riduca a combattere tra donne invece di essere solidali, che sarebbe la cosa piu` importante.

      Anche io ho sempre cercato di fare le cose a modo mio, ma putroppo spesso mi sono sentita addosso il giudizio degli altri, fin dalle scuole superiori, e piu` volte mi e` capitato di sentirmi minacciata in quanto donna, in luoghi pubblici e non.

      Dal mio punto di vista non ha importanza con che intenzioni un capo scherzi con una dipendente, certi scherzi sono inapporpriati in ogni caso e dal mio punto di vista inaccettabili. Non trovo lusinghieri apprezzamenti sul mio aspetto fisico in contesti lavorativi, credo mostrino ancora una concezione della donna come bell'oggettino da mettere in mostra e basta. Onestamente credo che la situazione inversa (donna che fa complimenti all'uomo) sia molto piu` rara, ma la troverei inappropriata in ogni caso in ufficio o in azienda.
      Per quanto riguarda la faccenda dei 30 anni, per me stessa posso anche fregarmene, ma quando una intera societa` impone un'idea fondamentalmente condivisa, non e` facile per chi ha sempre vissuto a contatto con quella realta` rimanerne del tutto indifferente.

      Ti ringrazio, a presto!

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    2. "Quello che penso io e` che ogni donna dovrebbe essere libera di trovare la felicita` nel modo che piu` fa per lei, e che la societa` dovrebbe appoggiarla in ogni caso"

      Esatto, la cosa importante sarebbe quella! Che il sesso non c'entri niente con quello che si sceglie di fare, che una persona sia libera di vivere come preferisce in ogni caso. Io queste cose le do per scontate, mi sembra ovvio che sia così, e mi auguro che con il passare del tempo diventi una cosa chiara e ovvia anche per tutti.

      Riguardo ai complimenti, io nel contesto lavorativo giustifico lo scherzare ANCHE su questi argomenti solo se c'è di per sé amicizia tra le persone (non so se sia una cosa delle mie parti - sono Toscana - ma qui, nella mia esperienza, quando c'è un buon clima lavorativo si scherza molto tra colleghi, un po' come accadrebbe in una classe) ma come ho detto nel primo commento in una situazione come la tua comprendo che la situazione fosse proprio un'altra e il modo di fare del capo sia quindi risultato inappropriato e pesante. Probabilmente, se ho capito bene com'è andata avrei finito per mollarli anch'io.

      Riguardo ai 30, spero che molte ragazze capiscano come quella diceria sia una totale sciocchezza e non vi prestino troppo attenzione. Sento spesso dire (e un po' l'ho anche provato sulla mia pelle) che in Giappone diversi atteggiamenti "vecchia maniera" stanno venendo abbandonati da molti giovani, spero che anche quel modo di pensare con loro venga superato!

      Ancora in bocca al lupo! : )

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    3. Penso che il limite tra lo scherzo accettabile e la molestia oscilli molto nella precezione di chi lo riceve.

      Riguardo alla libertà di agire come si preferisce purtroppo a mio parere in Italia siamo ancora piuttosto lontani da una situazione ideale, e percepisco ancora forte un giudizio verso le donne per la maniera in cui decidono di vivere la propria vita (partendo dagli aspetti più quotidiani, come l'abbigliamento). Speriamo che le cose migliorino ovunque, un po' alla volta, e che gli estremismi (anche da parte di donne che dicono ad altre donne come comportarsi) spariscano.

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  5. Ero partita da un pensiero ma poi ho letto gli altri commenti e mi tocca fare il paragone con l'Italia.
    Sicuramente ognuno ha la propria esperienza e si basa su quella, dunque non mi permetto di dissentire.
    Però io vivo la mia condizione di donna in Italia, nella civilissima torino come una battaglia da portare avanti ogni giorno.
    Parto da lontano. In famiglia fin da piccola ho dovuto fare i conti con la differenza di libertà concessa a mio fratello e quella (quasi nulla ) concessa a me. Lui avrebbe potuto studiare ma ha preferito andare a lavorare, io ho dovuto lottare per arrivare almeno al diploma.
    Più avanti, in ogni posto di lavoro mi sono sempre dimostrata capace tanto da essere sempre considerata preziosa, ma per ben due volte quando si è presentata l'occasione di premiarmi con la carica di direttore i miei capi hanno preferito un uomo. Meno bravo di me, ma uomo.
    Conosco più di una ragazza che è stata lasciata a casa appena sposata, per paura di maternità e rotture di palle varie.
    E poi c'è il locale di Lore, dove do una mano tutte le sere e non ti dico quante volte ho dovuto affrontare tutte le situazioni di cui ha parlato Acalia. Dico affrontato e non subìto perché lotto sempre. Che fatica.
    Scusa lo sfogo, con questo io non posso sapere se il Giappone è meglio ma credo che poter camminare di notte senza dover stare sul chi va là è già qualcosa.
    Col tuo capo cerca di fare buon viso a cattivo gioco (io l'avrei già mandato a cagare ma per fortuna tu sei molto più assennata di me ) e ricordati sempre che sei una persona speciale.

    Scusa per il papiro!

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    1. La penso esattamente come te. Se ci sono persone che vivono la situazione italiana come accettabile o buona mi fa sinceramente piacere per loro, ma per la mia sensibilita` siamo ancora lontanissimi anche solo dalla sufficienza.
      Come te vengo da una citta`, Bologna, diciamo privilegiata rispetto ad altre, ma anche io ho dovuto combattere tanto, sempre. Per fortuna in casa non troppo, diciamo che per mio fratello le cose sono state piu` facili non in quanto maschio ma in quanto secondogenito, guadagnando automaticamente le cose che io mi ero sudata.
      Ma non posso contare le volte in cui qualcuno (e nemmeno persone che normalmente considererei stupide) ha tirato in ballo la storia che una ragazza con la gonna corta probabilmente e` in cerca di attenzioni, o di certo non e` troppo intelligente.
      Mi fa male leggere di situazioni che temo siano successe anche a tante altre, che hanno visto i loro meriti ignorati o sviliti. Queste ingiustizie sono ancora cosi` all'ordine del giorno che non so come si faccia a pensare che da noi le cose vadano bene.
      E sui locali capisco benissimo, anche li` e` una vera battaglia e non so quante volte mi sono venute le lacrime agli occhi per la rabbia e l'umiliazione, perche` e` evidente che certe persone non ci considerano nemmeno esseri umani dotati di volonta`, e vedere che ancora in tanti non capiscono cosa si prova mi riempie di frustrazione.
      Ti ringrazio tantissimo, di sicuro anche qui non smettero` di lottare, e sono certa che nonostante le difficolta` anche tu combatterai sempre. Ti abbraccio.

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  6. Non posso parlare in modo generico delle usanze giapponesi, ma per quanto riguarda la mia personale esperienza mi pare che ci siano ancora diverse classificazioni di genere sull'educazione dei bambini: "Non piangere, tu sei un maschietto e i maschietti non piangono" può sembrare una frase del solito drammatico anime degli anni '70-80... Invece è ancora così e sinceramente la cosa un po' mi preoccupa... Quanto il negare i giochi "da femmina" ad un bambino di tre anni.

    In Italia la libertà dell'individuo ( non solo della donna) è ancora molto limitato. In ambito lavorativo, per quel che mi riguarda, non ho mai avuto problemi, per fortuna. Ma desumo dipenda dal tipo di ambiente e dal tipo di lavoro. In strada invece vige ancora la legge della giungle per quanto riguarda apprezzamenti nei confronti delle donne o insulti per chi fuori esce dalla "normalità".
    Qui in UK ognuno esprime la propria personalità: mi è capitato di vedere ragazzine in hot pante e top a pancia scoperta girare per strada, anche passando davanti a dei ragazzi, nessuno si è sognato di esprimere alcun tipo di apprezzamento o volgarità, cosa che in Italia sarebbe successo di sicuro.
    Allo stesso tempo vedi gente col turbante o in burka, anche insegnanti col velo vivere fianco a fianco con persone vestite in abiti occidentali. Nessuno si permette di giudicare apertamente, non per accettazione ( perché poi i razzisti ci sono lo stesso), ma perché ognuno semplicemente va per la sua strada ignorando gli altri, di conseguenza non ci si pone domande su chi è diverso..semplicemente si ignora e si sta nel proprio "gruppo sociale".
    La situazione parrebbe sopportabile e, penso, migliore che in Italia, non posso parlare dell'ambiente lavorativo perchè non ne ho esperienza.
    Piuttosto a volte mi capita di ricevere richieste sui disegni a cui sto lavorando per renderli più "politicamente corretti" e talvolta si arriva al paradosso. Tipo: i disegni di fiori su cui stai lavorando... Me li faresti anche con colori "boy-friendly", perché magari ho messo una prevalenza di rosa piuttosto che blu.
    Oppure: io aggiungerei anche qualche donna nel gruppo di cacciatori preistorici... Quando un momento prima mi ero informata sul ruolo della donna nella preistoria e letto che le donne in genere svolgevano lavori differenti dalla caccia, in quanto ritenute superiori perché in grado di procreare ( e poi voglio vederla una donna incinta correre dietro ad un cervo..) that' s it... Tutto per essere politically correct.

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    1. Penso che i giochi "da maschio" e "da femmina" siano ancora un concetto molto comune sia da noi che in Giappone, cosi` come l'uso di rosa e azzurro. Proprio l'altro giorno ho letto su un libro di grammatica un esempio che suonava come "Non sei una femmina, non piangere cosi`", mi ha dato i brividi. Anche perche` in realta` in tempi antichi mostrare la propria sensibilita` era ampiamente accettato in Giappone, anche per gli uomini. Genji, il protagonista del piu` antico romanzo del mondo, considerato un uomo di fascino ineguagliabile, piange e languisce quasi continuamente, e giustamente questo non scalfisce in alcun modo la stima che tutti provavano per lui.

      In Italia purtroppo siamo a livelli di incivilta` unici. Dove vivevo, un paesino a 10 chilometri da Bologna dalla mentalita` molto provinciale, avere i capelli rosa mi e` costato non so quanti "punk di merda" urlati in mezzo alla strada...
      Probabilmente in qualunque paese la situazione ideale in cui non si giudica il prossimo e` ancora lontana, ma gia` tenersi i commenti per se` e` un passo avanti.
      Quando si arriva a estremi come quelli che descrivi tu per essere politically correct proprio qualcosa non quadra. Magari anche quello e` un modo per formare la mentalita` delle persone, ma credo si dovrebbe iniziare da tutt'altro, soprattutto senza stravolgere la (prei)storia e insegnare ai bambini nozioni errate per fare vedere che siamo tutti uguali. Che poi e` la piu` grande delle assurdita`, perche` tutti siamo diversi e dovremmo essere valorizzati proprio in quanto tali.

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  7. Avevo fatto una ricerca sulla condizione femminile in Giappone e sapevo di queste cose (tranne del Gyudon), dopodiché avevo subito il maschilismo e gli approcci del mio tremendo otoosan in homestay, ma in qualche modo, visto che erano testi vecchi e il mio otoosan era un pensionato, speravo che le cose fossero almeno un po'cambiate.
    Il discorso è lungo e complicato, ma onestamente quello che mi dà più fastidio è il maschilismo delle donne, sia qui sia altrove. Mi sembra un classico caso di divide et impera. Se facessimo più sorellanza e ci aiutassimo fra noi credo che riusciremmo a vivere meglio fin da subito, ma anche a migliorare le nostre condizioni di vita sul lungo termine.
    Molto, come dice Clyo, passa dall'educazione, e quindi spesso e volentieri, ancora dalle donne a cui ancora si delega spesso la maggior parte dell'educazione dei figli, che sia la madre, la maestra...

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    1. Sugli anziani si puo` fare poco, ma anche parlando con persone piu` giovani magari la situazione non e` cosi` estrema, ma comunque sconfortante.
      Concordo con te sulla necessita` di essere piu` solidali tra di noi, invece da un lato ci sono le donne maschiliste che sono le prime a scagliarsi contro le altre giudicandole poco di buono, e dall'altro anche le femministe "estreme" che spesso allontanano dal movimento anche chi in linea di massima ne condividerebbe le idee.
      La soluzione starebbe davvero tutta nell'educazione, ma da quello che vedo anche le mamme di oggi sono ancora tanto tanto lontane dall'insegnare ai figli a rispettare il prossimo a prescindere dal sesso, dal paese di provenienza, o da qualunque altra cosa.

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  8. Ciao Elena, bel post e ottimo spunto di riflessione su una questione sempre molto spinosa. Che dire, io in ambito lavorativo reputo di avere una visione "distorta", dal momento che ho sempre lavorato in contesti per lo più femminili e non ho mai vissuto sulla mia pelle la discriminazione in quanto donna. Sicuramente sono stata fortunata, e anche dove sono ora, lo staff giapponese è praticamente tutto al femminile, compreso quello ai posti di comando, cosa che mi fa pensare che le cose in Giappone rispetto al passato siano cambiate.
    Non so, c'è veramente tanto da dire sulla questione, le cose sono cambiate e cambiano costantemente, ma si procede sempre a piccoli passi e purtroppo il maschilismo è duro a morire. Non ho mai creduto a una presunta superiorità femminile, anzi, io credo semplicemente nell'uguaglianza, seppur con le differenze intrinseche al nostro essere umani, prima ancora che all'essere uomo o donna. Detesto i discorsi per cui "noi donne abbiamo una marcia in più" che mi mettono i brividi addosso, e sono contraria al concetto di quote rosa, che mi fa pensare ad animali in via di estinzione. Ci sono donne che meritano, e donne incapaci, esattamente come uomini meritevoli e uomini inetti, e i migliori dovrebbero sempre poter andare avanti, a prescindere dal sesso. Discorsi molto idealisti, mi rendo conto.
    Alla fine, da questo punto di vista Italia e Giappone non sono poi molto dissimili, fatte salve alcune diversità culturali, come quelle della sicurezza di cui parlavi tu. Anche qui in fondo la pressione sociale sul matrimonio, e sui figli soprattutto appena si arriva ai 30, è forte e il non adeguarsi allo standard è sempre visto in maniera negativa.
    Sulle molestie che altro aggiungere, il post di Acalia è davvero incisivo da questo punto di vista, io spero davvero che con l'educazione che daremo ai nostri figli questi episodi violenti, che si tratti di molestie verbali o fisiche, sempre di violenza stiamo parlando, non ci saranno più, ma probabilmente è chiedere troppo all'umanità.

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    1. Ciao Dany, ti ringrazio!
      In effetti un ambiente di lavoro al femminile evita alcune spiacevoli situazioni, ma purtroppo pure li` a volte non si sta bene. Nei sei mesi passati in Italia ho lavorato in call center per mettere da parte i soldi per ripartire, eravamo tutte donne ma ti assicuro che difficilmente mi e` capitato di sentire commenti piu` maschilisti e misogini.
      Per il resto sono del tutto d'accordo con te, troppe persone (forse anche molte delle femministe stesse) pensano che sia in atto una battaglia per la supremazia e che le donne vogliano vedersi accettate come migliori, ma e` semplicemente ridicolo. Come dici tu siamo in primo luogo esseri umani, e in quanto tali tutti diversi, e tutti meritevoli di rispetto e delle stesse opportunita`.
      Sono d'accordo anche sul fatto che l'Italia sia simile al Giappone per quanto riguarda le pressioni sociali, forse da noi sono meno estreme (almeno nell'ambiente in cui sono nata, in famiglia non mi sono mai state fatte osservazioni fastidiose), ma in generale la realizzazione della donna non e` ancora del tutto accettata al di fuori del matrimonio e della famiglia.
      Sulle molestie purtroppo ci sarebbero da scrivere pagine e pagine, ma temo che da noi ci vorra` ancora molto tempo prima che la situazione migliori.

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  9. La prima cosa che mi è venuta in mente è la lotta che io e mia sorella abbiamo dovuto fare per far apparecchiare e sparecchiere la tavola a turno anche da mio fratello.... tutti dicevano (conoscenti e parenti) che essendo lui maschio non doveva farlo. Noi a controbattere che non aveva senso e comunque, quando sarebbe andato all'università avrebbe dovuto farlo, quindi perchè non iniziare prima?
    Alla fine vincemmo (piccola e grande soddisfazione di gioventù). Purtroppo l'idea che l'uomo sia più importante della donna è ancora profondamente radicata. Si è migliorati rispetto a qualche anno fa, ma c'è ancora taaaanto da fare per arrivare a una vera uguaglianza.
    Una piccola parentesi su un pensiero espresso a mio padre sui conduttori televisivi.... "Perchè in tv ci sono sempre vecchi bacucchi accompagnati da giovani e belle donne? Ma qualche giovane aitante e bravo per il pubblico femminile no?"

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    1. Ecco, quello che descrivi racchiude perfettamente tutta l'assurdita` di un modo di pensare ancora medievale, ma santo cielo nel 2014 perche` mai un ragazzo non dovrebbe aiutare con le faccende di casa?
      Personalmente credo mi sarebbe impossibile stare insieme a un uomo che si aspetta che lo riverisca e gli faccia trovare il piatto pronto in tavola, non riesco a non pensare a Gaston de La Bella e la Bestia...
      La parentesi sulla televisione meglio lasciarla stare, ogni volta che mi capita di vedere il corpo femminile utilizzato come puro arredamento butterei il televisore giu` dal balcone.

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  10. Non sapevo la cosa dei gyudon!
    Comunque la storia dello sposarsi e metter su casa lì è davvero esasperata ma anche ho sentito delle cose abbastanza imbarazzanti (tipo una parente commentare, nei confronti di mia sorella che ha 28 anni, ha detto che comincia ad essere "un po' vecchia per essere single" oppure la morosa di un amico che se n'è uscita dicendo che "si sente realizzata SOLO in famiglia"- ed è una professionista, con un lavoro anche particolare >__<).

    Il tuo capo io personalmente l'avrei strozzato!

    Per fortuna la mia Dolce Metà è stato educato a condividere i lavori domestici (non vado d'accordissimo con mia suocera ma per questo le devo un favore!) ma altri uomini in famiglia (tipo i miei cugini) sono abituati ad essere molto serviti e riveriti in quanto maschi. Se mai avrò figli maschi avranno pari dignità e pari doveri di eventuali sorelle. È dall'educazione che bisogna iniziare per scardinare questo sistema patriarcale e sbilanciato :D

    PS: grazie per il link :D

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    1. Infatti capita spessissimo anche in Italia di sentire ancora quel tipo di commenti, e a volte conditi con la faccenda dell'orologio biologico, cosa che mi fa imbestialire ancora di piu` perche`... allora cosa dovrei fare, pigliare il primo che passa e farci un figlio perche` poi dopo i 35 anni non va piu` bene?
      Il mio capo all'inizio cercavo di tollerarlo, ora quando dice queste cose non gli rispondo nemmeno piu` e gli faccio capire che non merita nemmeno attenzione.
      Come dicevo sopra una delle cose che non potrei tollerare in un compagno e` che non collabori coi lavori di casa, e davvero tutto dipende dall'educazione.

      p.s. di nulla, ti ho gia` espresso piu` volte l'apprezzamento incondizionato per quel post! :)

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